FRAMMENTI DELLA NOSTRA STORIA..

Ottobre 5, 2026 By wp_1545317 Non attivi

Parte 1

La nostra storia, come Casa de los Niños, fin dagli inizi, é stata legata a malattie complicate di
bambini ed adulti.
Mi riferisco, soprattutto, all’AIDS e all’Idrocefalia.
María René, é la prima bimba che abbiamo conosciuto con AIDS, nel 2006, quando non aveva
ancora 2 anni…
Il nostro David, che soffriva di idrocefalia, abbandonato dalla mamma, e che ci venne affidato per
3 mesi nel 2008, ma rimase con noi per oltre 8 anni…
Anche i nostri bimbi, oggi, qui in casa, hanno l’idrocefalia: René, Juansito e Thiago… Dall’Ospedale
Pubblico e dalle Istituzioni locali, continuiamo a ricevere richieste di accoglienza o di aiuto.
Varie persone ci sono state affidate perché positive all’AIDS.
E, in poco piú di 3 mesi, abbiamo collaborato per l’acquisto di 10 valvole per idrocefalia.
INCREDIBILE! … servono per drenare il liquido in eccesso che si accumula quando il cervello non
funziona come dovrebbe.
Non sono valvole di poco costo, anzi… Il loro acquisto é quasi inaccessibile per la maggioranza
della famiglie boliviane. Per questo ricorrono a noi che non rifiutiamo mai il nostro aiuto quando ci
viene chiesto, perché ci sembra opportuno e ci interessa il bene di questi bimbi ammalati e delle
loro famiglie… e siamo sempre sostenuti da chi crede nel nostro impegno…
Prima di arrivare in Bolivia, io non avevo mai sentito parlare di Idrocefalia. Anche gli amici medici si
stupiscono di una percentuale cosí alta di questa malattia qui in Bolivia…
Chiediamo ai medici, ma nessuno ci dice con chiarezza il perché della presenza di tanti casi.
É cosí che abbiamo pensato di iniziare una piccola ricerca per offrire un nostro umile contributo
nell’analizzare le possibili cause di questa malattia.
Ci siamo messi d’accordo ed abbiamo affidato ad Edson questa ricerca. Edson é uno dei nostri
primi bimbi. Ora ha 26 anni. Ed é medico! Un vero capolavoro di studio e di impegno se pensiamo
alla sua famiglia, una delle piú povere che abbiamo conosciuto, proprio 25 anni fa.
Edson, da poco si é laureato ed é in cerca di lavoro. Noi ci siamo messi d’accordo con lui e gli
offriamo questa possibilitá, retribuendo il suo sforzo. Per adesso, l’abbiamo messo al corrente di
questi ultimi 10 casi e lui dovrá fare ricerche sulle origini delle famiglie di questi bimbi idrocefali,
sui controlli delle gravidanza delle mamme e su altre possibili cause… Noi ci fidiamo del suo
criterio e delle sua capacitá.
Ci sembra importante farlo. Magari non arriveremo a nessun risultato scientificamente
significativo, ma intanto ci proviamo.

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Parte 2

Per quanto riguarda l’AIDS, ricordiamo che quasi il 20% delle famiglie che vivono con noi sono
positive all’AIDS, che continua a presentarsi come una malattia difficile.
Sono quelle le prime persone che abbiamo accolto a vivere con noi dall’inizio della nostra bella
storia… Anche su questo fronte, siamo sempre aperti alle richieste di Ospedali ed altre Istituzioni…
Infatti, 3 mesi fa abbiamo accolto la famiglia di Marcos ed Aleyda, che hanno 4 belle
figliolette.Tempo prima, avevamo accolto Juan David, dolcissimo bambino che ha perso entrambi i
genitori, e da poco ha festeggiato 8 anni… Senza dimenticare María René, che ora ha 22 anni, e
che, da quasi 2 anni, é tornata a vivere qui in casa con noi.
Nelle ultime settimane, dall’ospedale, ci è giunta la richiesta di aiuto per due giovani mamme:
Jessica e Kendra.
Jessica ha 30 anni, con 2 figli, positivi pure loro all’AIDS, relegati in Centri di accoglienza. Jessica,
che viveva in strada, ha le gambe piene di ustioni, per l’acido che ha versato sul suo corpo il suo
compagno di vita quando ha saputo che era nuovamente incinta. Jessica é molto
speciale, difficile da gestire e per il momento vive da sola. In ospedale la conoscono bene tanto é
originale nei suoi comportamenti e non vogliono proprio saperne di lei! Il nostro desiderio
sarebbe prendere contatto coi suoi figlioletti… per capire se possiamo chiedere il loro
trasferimento qui da noi.
Kendra, invece, ha 29 anni ed è originaria di Santa Cruz. Io l’ho conosciuta un mese fa in ospedale…
Non si muoveva dal suo letto… Non parlava… e mi faceva molta compassione… E’ stato cosí che la
dottoressa me l’ha affidata appena é stata dimessa… Sappiamo poco della sua storia… Solo che ha
4 figli: due ragazzine, di 12 e 10 anni e due maschietti di 5 e 7 anni. I due maschietti da venerdí
scorso sono venuti a vivere con noi e sono molto felici di stare con la mamma che non vedevano
dal 5 marzo, quando Kendra, di passaggio per Cochabamba in visita a parenti, fu ricoverata
d’urgenza nell’ospedale pubblico a causa di una improvvisa embolia che l’ha quasi immobilizzata. Il
papá dei suoi figli é morto per via del Virus… Domani dovrebbero arrivare qui anche le due figlie,
che stanno temporaneamente con un’altra zia, fuori cittá. Non sappiamo se sono stati fatti gli
esami del caso sui 4 figli di Kendra. Dovremo verificarlo bene… Kendra, che abbiamo sistemato in
una bella stanzetta qui da noi, si muove e si esprime con difficoltá. Usa una sedia a rotelle… Devo
aiutarla per portarla al bagno, per darle da mangiare e per metterla a letto. Le nostre mamme si
incaricano della sua igiene personale, ovviamente… Lei ringrazia sempre, con la sua vocina
debole…
E poi, da 2 mesi vive qui con noi José Antonio, che, in ottobre, compirá 17 anni. Lo conosciamo sin
da piccolo, quando ospitammo i suoi genitori in un appartamentino della cittadella. Patty e Franz
non durarono molto, perché non prendevamo le medicine necessarie per controllare l’AIDS: gli
ANTIRETROVIRALI…. Morirono giovanissimi, appena compiuti i 28 anni, a pochi mesi di distanza l’uno
dall’altra. Nel frattempo, qui era nato il loro secondo figlio, Cristofer, che non ha il virus. Ora, lui é
accolto in un Centro a Santa Cruz ed é in contatto per cellulare con suo fratello. José Antonio, che
alla morte dei genitori si ribelló ai familiari della mamma a cui era stato affidato, preferí
andarsene a vivere in strada. Senza gli antiretrovirali duró alcuni anni in queste condizioni…
Qualcuno lo trovó su un marciapiede, magrissimo, e riuscí a farlo ricoverare in ospedale, da dove
mi avvisarono… E’ stato varie settimane tra la vita e la morte, in terapia intensiva… Ma i medici
sono stati bravi e si é ripreso… Ha scelto di tornare a vivere con noi… Si sta riprendendo bene e anche
lui ha una sua stanzetta qui in casa, ed é molto sereno…

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Parte 3

Volevo raccontare un fatto capitato venerdí pomeriggio quando é venuta la cognata di Kendra a
trovarla e ad accompagnare i 2 nipoti che lei aveva in affido durante il ricovero in ospedale della
mamma. La cognata era un po’ schiva… Parlava a parte con Kendra ed io non partecipavo alla loro
conversazione… Prima di andarsene, mi si é avvicinata per congedarsi e mi ha fatto una
confidenza: “Guardi, volevo dirle che io conoscevo la Casa de los Niños, perché, quando stavo per
partorire, 17 anni fa, in ospedale, condividevo la stanza con un’altra mamma incinta che si
chiamava Patty. I nostri due figli nacquero lo stesso giorno, il 19 ottobre del 2009… Rimanemmo
in qualche modo in contatto e seppi che era stata accolta nel vostro Centro. Quando, anni dopo,
venni qui per salutarla, mi avvisarono che Patty era da poco deceduta, insieme a suo marito che
–credo si chiamasse Franz-… Che avevano avuto un altro bimbo e che i suoi 2 figli erano stati
affidati ai familiari. Provai un grande dispiacere… Ricordo ancora il nome del figlio piú grande, che
nacque quando ci conoscemmo con Patty in ospedale, quasi 17 anni fa: José Antonio. Ma non ho
piú saputo niente di lui…” … Sono rimasto senza parole… Eravamo fuori in giardino… “Signora,
venga un attimo in casa con me”, le ho detto… E l’ho portata nella stanzetta dove accogliamo José
Antonio… “ Guardi un po’ chi ha davanti.. lui é José Antonio, il figlio di Patty….” Non poteva
crederlo… E l’ha abbracciato emozionatissima … Li ho lasciati da soli… per un bel po’. Ovvio che
José Antonio non ricordava niente, ma non importa…
Prima di andarsene, la signora, all’inizio tanto reticente, mi ha ringraziato e mi chiesto il permesso
di tornare, insieme a suo figlio per poter portare doni a José Antonio… Certo.… E, infatti, ieri
pomeriggio, la signora é tornata con il figlio. Immaginiamo quante emozioni: 17 anni dopo… un
re-incontro straordinario… qui in casa da noi… dove le situazioni complicate si sommano, giorno
dopo giorno, dove si ricompongono storie, dove le gioie e le sorprese danno animo al cuore e luce
alla mente…Davvero un bel regalo, questa storia che ha quasi dell’incredibile…Noi, ne godiamo. E
ringraziamo il Cielo che ci fa continuamente regali inaspettati… Ne avremmo da raccontare di
sorprese… Ma dobbiamo star dietro ai nostri bimbi e a tutti i nostri nuovi ospiti… Buona giornata!

Nella foto, Kendra coi suoi due bambini, la cognata col figlio con la maglietta bianca e Josè
Antonio. I due ragazzi compiranno 17 anni il 19 ottobre.